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Moto Adventure

RALLY DI GRECIA EVIA 2012

A due passi dall'Olimpo


Si è concluso il “Rally International Challange di Grecia” che si è corso nella meravigliosa e suggestiva penisola Evia. 163 i piloti iscritti e partenti in moto, purtroppo alla fine dei sei giorni di impegantiva gara, sono arrivati al traguardo solamente in 93. Il nostro Uligio si è difeso bene, piazzandosi al 30° posto nella classifica correndo nella categoria open 450.
Gara impegnativa e massacrante che ha messo a dura prova piloti e mezzi per i terreni polverosi e molto impegnativi. Sei intensi giorni nei quali si sono percorsi oltre 1300 km di prove speciali.
Una brutta caduta avvenuta proprio il primo giorno di gara, ha rallentato notevolmente il passo del centauro, l'intervento dei medici come sempre preciso e professionale, gli hanno concesso di poter recuperare nei giorni di gara successivi. Un’altra avventura che il nostro tarvisiano ha portato a termine con lo spirito di sempre e che va ad aggiungersi al suo palmares.
Sempre accompagnato dagli amici del "Team di Energia e Sorrisi Onlus" ha corso con licenza del Moto Club Carnico, sodalizio nel quale è socio, ai suoi portafortuna di sempre ha aggiunto per l’occasione sul suo casco anche il logo degli "Original Schweinvonger Goggau". Dopo il disastro dello scorso anno nel rally di Albania, un’avventura terminata con tanta polvere ma con il solito sorriso appagante del vero centauro.
Alla prossima avventura!

 

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RALLY DI ALBANIA 2011

UN RALLY MOLTO SFORTUNATO

Brucia il camion degli aiuti con tutti i ricambi


SCUTARI (ALBANIA)


Un cavo elettrico penzolante in un tunnel, la scintilla al contatto con il camion, l'incendio spaventoso che ha divorato il veicolo distruggendolo completamente.
Due feriti, danni per oltre 130 mila euro, un disastro sfiorato.
Due vicentini della "Energia e sorrisi" feriti lievi. Decisivo l'aiuto del camion tedesco che ha spinto fuori il mezzo in fiamme.

 

Questa, in sintesi, potrebbe essere la breve cronaca del dramma vissuto l'altro in Albania dai volontari dell'associazione "Energia e sorrisi", la onlus vicentina che porta aiuti umanitari in giro per il mondo in occasione dei rally motociclistici nei quali fa assistenza ai piloti. Alcuni volontari dell'associazione al seguito del rally d'Albania dove, tra i piloti in gara, ci sono anche il presidente della onlus, il vicentino Giampietro Del Ben e altri sei centauri. «Se il camion non fosse stato spinto fuori dal tunnel - racconta al telefono Giampietro, ancora scosso - sarebbe finita in tragedia».

La dinamica è stata improvvisa. Il camion dell'associazione stava viaggiando da Scutari verso Tirana ed era carico di aiuti umanitari destinati ai bambini di alcuni orfanotrofi: cibo, vestiti, materiale didattico e altro ancora. Sul camion c'erano anche una moto da gara e tutto il materiale tecnico per oltre quaranta piloti italiani. Alla guida del mezzo, il vicentino Nicola Borghero, al suo fianco Giuseppe Dal Ponte appartenente all’associazione Energia e sorrisi e Il pilota anconetano Mario Bruschittari, vittima di una caduta il giorno prima.
Il camion era seguito dalla carovana degli altri mezzi di assistenza, auto e camion con una trentina di persone in tutto. Imboccato uno stretto tunnel e giunto quasi alla fine della galleria, il camion ha urtato un cavo penzolante che era collegato ad una vicina centrale elettrica. Come una frusta si è infilato da qualche parte generando una scintilla potente che ha fatto esplodere l'incendio.
«Le fiamme hanno avvolto la cabina - racconta Dal Ben – siamo scesi precipitosamente e abbiamo chiesto aiuto ai tedeschi che seguivano sul camion dietro al nostro». Un loro potente tir, ingranando le ridotte è riuscito a spingere fuori dal tunnel il camion incendiato che sembrava una torcia. Una manovra azzardata ma provvidenziale per "liberare" la trentina di persone bloccate nel tunnel. Il camion ha continuato a bruciare fuori dalla galleria fino a ridursi ad un mucchio di resti carbonizzati. Oltre al nostro Bruschittari, anche un poliziotto albanese è rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale. Scampati alla tragedia, i vicentini contano i danni: «Abbiamo perso tutto - osserva Dal Ben - Gli aiuti per i bambini e tutto il materiale tecnico per i piloti: in quaranta non possono più gareggiare e siamo rimasti senza alcun vestito di ricambio».
Per i generosi ragazzi di “Energia e Sorrisi” ci saranno altre occasioni di solidarietà.

Per i centauri in cerca di avventura e per il nostro Uligio, una brutta esperienza da raccontare.

 

(Tratto da “Il Giornale di Vicenza” del 10 giugno 2011)

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LA NUOVA AVVENTURA DI RICCARDO ALDEGHERI

Dall' 11 settembre alla fine del mondo


La motocicletta, preparata dall’amico Flavio Zamò per i grandi raid è stata sdoganata l'8 agosto a New York.
Il viaggio vero e proprio inizierà procedendo verso ovest.
La prima vera tappa sarà nel South Dakota, territorio indiano e antico regno del popolo Sioux di Cavallo Pazzo e Toro Seduto.
In quei giorni il nostro Riccardo sarà a Sturgis, nei pressi delle Black Hills, ci sarà lo Sturgis Rally 2011, uno dei più importanti e frequentati motoraduni degli Stati Uniti dove si prevedono fino a 500.000 presenze. Un occasione unica per conoscere e confrontarsi con il mondo dei bikers nordamericani.
Quindi si punterà a nord per entrare nel territorio canadese e tornare verso est passando sopra i Grandi Laghi, visitando Quebec e Nuova Scozia per poi ridiscendere a New York verso l'11 Settembre per la grande ricorrenza.
Dalla stessa New York, in concomitanza con il decennale dell'attentato alle Torri Gemelle inizierà il viaggio verso Sud, toccando nell'ordine prima gli stessi Stati Uniti, poi i paesi del Centro America e infine le nazioni andine, nell' ordine Colombia, Ecuador, Peru, Argentina e Cile, si dovrebbe concludere nella Terra del Fuoco ovvero, come definita da argentini e cileni, la Fine del Mondo.
Un itinerario quindi che lega due punti o, meglio, che lega un momento ideale e particolarmente significativo: il ricordo di una delle più sconvolgenti tragedie che (guerre a parte) l'uomo abbia perpetrato contro se stesso e il proprio genere, nel crollo delle torri morirono rappresentanti di un centinaio di nazionalità differenti, con un punto geografico, l'incontro di due oceani che racchiude una delle terre abitate più meridionale del pianeta.
In mezzo molte terre abbondantemente gratificate dalla natura,alcune ricche di vestigia di antiche civiltà ma soprattutto molte genti che a tutt'oggi vivono situazioni sociali sorprendentemente diverse. 
Le genti friulane da sempre hanno instancabilmente alimentato i flussi migratori insediandosi e contribuendo allo sviluppo di molte terre che intendo attraversare. L'occasione di questo viaggio, che casualmente è concomitante al centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia potrebbe essere occasione per simbolicamente rinsaldare e collegare fra loro ma principalmente con la terra madre le comunità organizzate che punteggiano la mappa dal Canada al Cile.  Un'occasione per significare con un momento di saluto, di vicinanza, di memoria fra le Istituzioni friulane come l’Ente Friuli nel Mondo che, per loro compito, rappresentano uomini e terre, con coloro che da tutto ciò si sono dovuti separare. Questo in linea di massima il programma di viaggio, evidentemente un programma che, pur non essendo ovviamente privo di linee guida e itinerari predefiniti, molto lascia all'improvvisazione e soprattutto all'imprevisto laddove l'imprevisto non necessariamente è contrattempo ma piuttosto il piacere di poter
cogliere le occasioni che questa tipologia di viaggio può proporre.
A Riccardo auguriamo buona strada, una bella esperienza e tanta fortuna.

 

Scarica il pdf della presentazione del viaggio


 

 

RICCARDO ALDEGHERI E LA SUA MOTO

L'AVVENTURA CONTINUA... ALLA FINE DEL MONDO


“Amo il deserto, amo la pianura infinita che trema nel riflesso della Fata Morgana, amo le frastagliate vette di roccia, le catene di dune che somigliano a onde di un oceano pietrificato. Amo il semplice, duro lavoro nella semplicità del campo, sia quando la notte è chiara sia quando la tempesta di sabbia infuria e morde la pelle. Il deserto è terribile e spietato, ma chi lo ha conosciuto è costretto a ritornarci”

Laszlo de Almasy - Conte ungherese, esploratore degli anni trenta.

 

Questa frase, chi ha visto il film “Il paziente inglese” la ricorderà, mi da la possibilità di iniziare questo richiamo per Riccardo Aldegheri motocilcista di avventura, non tanto perché sia uno scopritore di deserti, sebbene con la sua fedele motocicletta ne abbia percorsi di kilometri sulle piste di sabbia, piuttosto perché è continuamente proiettato alla scoperta del mondo. I suoi viaggi, prima in medio oriente, oggi nelle americhe hanno il sapore di quell’invidiabile senso dell’avventura che pochi uomini hanno nel loro dna.
Lui non vuole limitarsi a vedere un filmato in TV che per quanto sia accattivante e emozionante, non può darti le superbe sensazioni di gioia, di sofferenza, di fatica e ricchezza d’animo che prova in un viaggio come il suo.
L’incontro di territori come quelli, il profumo dell’aria di quegli altopiani, la loro gente, la loro cultura, il loro modo di vivere il quotidiano con il quale ti devi confrontare ogni giorno, sono la vera sfida e la vera scoperta del lungo viaggio di Riccardo. La sua fedele compagna a due ruote lo porta docilmente dove lui vuole andare, senza mai rifiutare nessun comando, dai monti al livello del mare, dalle roccie alle sabbie della pianura dove il caldo si fa a volte insopportabile. Il suo viaggio continua e, per chi non riesce a leggere il suo blog, alleghiamo qui sotto gli articoli che puntualmente il giornale “Il Quotidiano” ha pubblicato, raccontando la sua affascinante e invidiabile storia. Noi tutti amici e soci del moto club QuadForQuad auguriamo al nostro socio e amico, che la fortuna lo assista come sempre fa con gli audaci e che la strada sia sempre amica fino… alla fine del mondo!

 

Scarica gli articoli del giornale "Il Quotidiano" sul viaggio di Riccardo Aldegheri attraverso il continente americano:

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GIOVANNI ULIANA

Dall'enduro di casa ai grandi Rally Marathon

www.uligio.it


 

Giovanni Uliana, alla soglia dei 52 anni ha sempre sognato le grandi strade sulle quali correre con una passione. E ce l'ha da sempre, fin da quando aveva 6 anni. Semplicemente gli è stata trasmessa da suo papà Giuseppe, che lavorava nell'officina del mitico campione Trevigiano degli anni 30/40 Omobono Tenni.
“E’ stato Bepi”, mi ha nutrito a cilindri, miscela e fatto assaporare il profumo dell’olio, il suono del motore e la bellezza della velocità dove il vento ti accarezza e ti fa sognare.
Così dopo pochissimo tempo “Giò” per gli amici si iscrive al Motoclub La Marca Trevigiana e passa alla 125 cc. affronta le prime gare di cross nelle piste di Giavera del Montello, Paese, Albettone, Cortina, Vittorio Veneto e tanti altri circuiti in terra presenti in Veneto. Corre con la 125 cc. fino al 1978 provando diverse moto, Ancillotti, Gori, Husquarna. Poi la classe 250 cc. diventa la sua specialità, questa volta in sella ad una Maico.
Il servizio militare nel 1979 lo costringerà a sospendere l’attività sportiva.
La vera svolta arriva intorno alla metà degli anni Ottanta. Si fa un gran parlare delle gare in Africa e della mitica Parigi Dakar che appassiona molti campioni Italiani come: Edi orioli, Franco Picco, Ciro De Petri e tanti altri piloti di regolarità. Giovanni segue questa spettacolare gara e vinto dalla passione nel 1982, in sella ad una Yamaha XT parte per un raid motociclistico in Tunisia, poi nel 1984 affronta anche il Marocco. Ormai conquistato dalla nuova disciplina motociclistica, abbandona il mondo agonistico delle gare su pista e insegue il suo grande sogno, correre in terra d'Africa e partecipare alla Parigi Dakar.
Nel 2008 decide di partecipare alla “TransOrientale” un lungo raid che da San Pietroburgo arriva fino a Pechino, quasi 12 mila chilometri da percorrere in soli 18 giorni, il Raid più lungo al Mondo!
La sfida è lanciata, il sogno diventa realtà!

  


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Il Rally Marathon “La TransOrientale”

…Temevo, dice Giovanni, che la gara marathon fosse troppo dura con prove speciali da 500 chilometri al giorno. Così ho optato per la gara di regolarità parallela che proponeva tracciati con meno prove speciali. Classificato al primo posto nella sua categoria a pari merito con un altro italiano seguiti da un francese e un pilota tedesco. Purtroppo in questa gara dura e affascinante, ci sono stati due morti, una vera tragedia che non dovrebbe mai accader. La sera al bivacco, dove apprendemmo la triste notizia del motociclista travolto da un camion in gara, ho avuto un momento di scoramento, volevo abbandonare la gara. La mattina avevo fatto colazione con quel povero ragazzo e nei suoi occhi avevo letto la felicità che ci accomunava, così pensando a lui ho proseguito con il lutto al braccio, l'ho portato con me nel cuore fino alla “Grande Muraglia” era quello che lui voleva.
Arrivare in fondo! Partenza nella maestosa centrale piazza di San Pietroburgo con una folla da stadio e arrivo emozionante alla Grande Muraglia vicino a Pechino, dove l’accoglienza è stata trionfale. Kilometri e Kilometri di avventura, tra pioggia, fango, neve, montagne e…deserto. Il deserto dei Gobi, il più lungo al mondo oltre 3000 km, con dune talmente alte da superare un palazzo… e poi giù nel vuoto.
Queste meravigliose gare sono una sfida contro il tempo, contro gli avversari, ma soprattutto con se stessi. Questo è il raid più lungo e faticoso, una corsa piena di pericoli, che puoi fare solo se hai la forza dentro, la passione, l’amore per le due ruote e la spinta delle persone più care ...
“Un GRANDE GRAZIE! Grazie a voi tutti: alla mia famiglia, al mio meccanico, al mio preparatore atletico, al mio fisioterapista, al moto club, a chi mi ha prestato la moto credendo dandomi fiducia, a tutti gli amici e colleghi e agli sponsor! Senza l’aiuto di tutta queste persone sarebbe stata una “Missione Impossibile”.

  


 

Il Rally TRX in Libia

In Libia nel novembre del 2008, ha affrontato The Raid Experience, una prova di regolarità sulle dune, a coppia, divertente ed impegnativa.
Non vince chi arriva primo, ma chi fa meno strada, ovvero chi ha il coraggio di tirare dritto e scavalcare dune enormi, anziché girare intorno.” E' arrivato quarto (alla faccia dei professionisti), insieme al suo compagno di squadra e collega del Moto Club Astico, Gianni Stefani, veterano della Dakar e anche lui reduce dalla TransOrientale e iscritto alla Dakar Argentina 2011.

 

  


 

Desert Challenge negli Emirati Arabi

Maratona difficile concentrata in 3500 km di solo deserto.
Il paesaggio è stato sempre uguale per sette giorni e questo è stato piuttosto logorante sia a livello fisico (considerando che le temperature in gara si aggirano dai 40° ai 50°con rischio disidratazione sempre incombente) sia a livello mentale, visto che ci si orientava con satellitari e bussole. La gara è finita dopo mille vicissitudini ma con assoluto valore. Unico italiano a salire sul podio conquistando oltre che il trofeo, la medaglia e il 3° Posto nella Categoria Production Over 450 cc e l’iscrizione all’albo classifiche Motomondiale Rally della FIM internazionale.

 

C’era una scommessa nei tuoi sogni “Gio”?

Una scommessa? Realizzare il sogno che portavo con me da lungo tempo.
Partecipare alla Parigi Dakar 2010. Partendo da Parigi con arrivo al Lago Rosa.


  


 

La “Heroes Legend Classic Ride To Dakar”

Il sogno di una vita per vivere l’immensità del deserto, il silenzio degli oceani di sabbia, lo stupore dell’alba in spiaggia o la suggestione di una cena sotto il cielo stellato in mezzo alle dune nei bivacchi. L’originalità di questa gara “Heroes Legend Calssic Ride To Dakar” è il ritorno al passato come era nata scegliendo il suo ritmo, da amatore, da privato, da solo, non importa con che marca o modello di moto. Importante era partecipare ad un rally da sogno.

 

 

Cosa ti rimane di questa avventura?

Questa è l’Africa, mi manca, mi manca il senso di libertà di questi luoghi, il profumo che la terra sprigiona quando da solo percorri le piste, le dune, la sabbia e il deserto del Sahara. E’ una emozione che ti dimenticare la stanchezza, perché sei tutt’uno con la natura e non importa se devi aspettare o che una nuvola passi perché oscura la luce della luna e torni a illuminarti il percorso perché i fanali nelle notti dakariane non ti permettono di andare avanti. Ti fermi, spegni il motore e aspetti.

 

Gio i progetti per il nuovo anno 2011?

Innanzitutto gli allenamenti continuano, non ci si può fermare e bisogna rimarginare le piccole ferite e mi riferisco alle fratture. Purtroppo alla mia età il recupero è molto lento e faticoso, non posso permettermi di mollare, devo continuare a tenermi sotto continuo allenamento fisico. Tanta aerobica, sci di fondo, bicicletta nella ormai “mia” terra Friulana e poi continuare con la moto, in piste da cross e gli ormai inseparabili giri in moto con Gianni Stefani nelle montagne della Valdastico.
Dovevo partecipare al Rally di Tunisia a fine marzo 2011 ma visto la situazione politica che sta attraversando anche altri paesi del Magreb la gara è stata annullata.
Sicuramente mi cimenterò con il Moto Club Carnico in alcune prove del Campionato Italiano Moto Rally che inizia il 13 marzo prossimo.
Sicuramente parteciperò al Rally d’Albania che si terrà nel mese di giugno.
Questi sono i miei prossimi impegni per il 2011 poi… vedremo.
A gennaio 2011 la Yamaha ha voluto esporre la mia moto all’Expo Bike di Verona. Appena sbarcata al porto di Le Havre, la moto era arrivata da Dakar in condizioni pietose, tutta ammaccata e sporca dalla sabbia sahariana ma ha fatto la sua bella figura in mezzo a tante moto nuove. E’ stato un bel momento di ritrovo e di sostegno per me e per la mia amata “Tenere” e sono stato accolto come “Un guerriero che ritorna dopo la battaglia”
Grazie! Veramente grazie di cuore! Avevo bisogno del sostegno del pubblico e, ormai posso dirlo, dei miei fans che mi seguono attraverso le mie avventure.
Credo proprio che come dice la canzone:
“a modo mio …avrei bisogno di sognare anch’io”.

 

 

Estratto da un’Intervista a Giovanni Uliana
Tarvisio, febbraio 2011